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In hoc signo

Anno

2013

Categoria

Opere Musicali

4.0/5 rating (2 votes)
In hoc signo

L'imperatore Costantino è un personaggio complesso e sfaccettato, protagonista di uno dei momenti storici più importanti per la storia del mondo. L'impero romano è ormai avviato verso un inesorabile declino mentre altre forze premono da ogni parte della periferia dell’impero minacciandone l’unità e il potere.
Il cristianesimo, nonostante più di tre secoli di persecuzioni violente e sanguinose, ormai è penetrato in tutte le parti dell'impero con la sua forza prorompente e fresca, con l’originalità del suo pensiero e soprattutto con l’energia della testimonianza dei martiri. Le persecuzioni che dovevano distruggerla l’hanno rafforzata e ora la “religione di Cristo” rappresenta una speranza nuova, capace di dare linfa vitale ad una civiltà svuotata dall'interno, ormai senz'anima né principi etici.

Quest'opera musicale vuole essere un grande affresco che in 15 quadri riassume le contraddizioni e gli umori, le passioni e le aspirazioni religiose che agitavano l'impero in quel periodo storico. Il protagonista, Costantino, riassume in sé tutto il tormento di quella civiltà al tramonto e nello stesso tempo il suo desiderio profondo di rinascita. La madre Elena rappresenta invece la forza luminosa della fede, che nel silenzio e nel nascondimento riesce a illuminare Costantino alla scoperta della via verso Cristo. Intorno a loro i grandi eventi storici e religiosi mostrano la sofferenza di un mondo che passa dalla visione aggressiva e spietata della mentalità pagana dell'impero verso una visione nuova, carica di futuro e di speranza, che comincia a germogliare, anch'essa con fatica e dolore, fiorendo in mezzo a un mondo smarrito e violento.
Il messaggio dell'opera è attuale e a mio avviso illuminante, il libretto approntato da Dejan Miladinovic descrive con efficacia drammatica questo parto doloroso che porta a compimento il nuovo tempo cristiano che cambierà la storia del mondo. L'Editto di Milano di 1700 anni fa fu un segno di tolleranza e civiltà nella realtà violenta dell'impero, dove tutto ciò che non si allineava al potere imperiale veniva schiacciato e distrutto. Ma nello stesso tempo è il primo riconoscimento ufficiale del Cristianesimo come forza costruttiva e positiva, capace di dare unità e compattezza a un impero frammentato e svuotato di ogni ideale e di ogni umanità.
Il nostro mondo in profonda crisi spirituale e umana ha bisogno di ritrovare una medesima forza di speranza e nello stesso tempo ritrovare la sua identità profonda che affonda le sue radici nell'umanità e può riscoprire, nel profondo di se stesso, l'anima dimenticata e la fede in Dio, capace di farlo sollevare al di sopra delle meschinità e della barbarie che spesso lo agitano. Le radici comuni dell’Europa affondano nel Cristianesimo e nella grande eredità della civiltà romana che in Costantino unì Oriente ed Occidente.
Questo progetto musicale e poetico unisce in un intento comune fedi religiose vicine e lontane, uomini di tradizione culturale differente uniti però dall’unico intento di offrire un’opera artistica che sappia parlare al cuore degli uomini di oggi mostrando nella saggezza della storia un insegnamento e un incoraggiamento per la storia presente.

Scene

Primo Atto:

  • Introduzione (La vita passata)
  • La nascita di un pagano
  • La parola di Apollo - Persecuzione
  • Caccia al Cristiano
  • La morte in agguato
  • Habemus imperatorem
  • In hoc signo vinces
  • Daremus et Christianis

Secondo Atto:

  • Il vaso di Pandora
  • Il Diavolo non ha potere
  • Riscattami!
  • Tre Croci
  • Il congedo del tempo
  • Costantinopoli
  • La nascita di un Cristiano

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