Mar31

Mysterium Paschale

Mysterium Paschale

Il Triduo Pasquale ci immerge profondamente nel cuore del mistero della salvezza, nel punto preciso in cui si realizza la nostra redenzione, cioè quel momento “cruciale” per l’intera umanità che si identifica con la Pasqua e con il suo Mistero.

La Pasqua era il memoriale di un passaggio: dalla schiavitù dell’Egitto al servizio del Signore, celebrazione della morte alla legge del mondo per entrare nella libertà della legge di Dio. La morte dei primogeniti d’Egitto ne segnava drammaticamente il passaggio, quella morte scongiurata da un segno di salvezza: l’agnello immolato nella cena pasquale il cui sangue sparso sugli stipiti delle porte diventa redenzione per i figli d’Israele.
Cristo viene a svelare quel segno, a far sì che l’ombra diventi realtà: il mistero nascosto finalmente si svela illuminando tutta la storia. I “tre giorni” della Pasqua cristiana tracciano un itinerario d’amore in cui la sofferenza è preludio alla gloria e al trionfo. È il passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo, dall’antica economia salvifica alla nuova realtà che in Cristo il Padre realizza. Cristo, nuovo Adamo, è il capostipite di una nuova creazione che conduce l’uomo e l’intero universo nella nuova dinamica della grazia.
Tutto questo avviene in modo “tragico”, occorre che il vecchio uomo muoia perché il nuovo rinasca, occorre che la Croce si sveli con tutta la sua durezza perché la sua salvezza possa manifestarsi al mondo.
È il mistero del Passaggio, è il mistero della fine e dell’inizio, il momento “escatologico” in cui si squarcia il velo del tempio per rivelare la realtà finale della creazione. Il fine di tutte le cose traspare attraverso la drammatica realtà del dolore, e in questo parto di dolore il mondo rinasce: è il mistero pasquale.
In questo “dramma” agiscono la luce di Dio e le tenebre del mondo in una lotta all’ultimo sangue, in un conflitto immenso tra la bellezza del Verbo Creatore e Redentore e l’orrore del peccato che deforma la bellezza dell’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Così come cantano l’inno alla Croce del Venerdì Santo Crux fidelis e la sequenza del giorno di Pasqua Victimae paschali, si tratta di una lotta, di un combattimento da cui Cristo esce vittorioso. Le sue piaghe divengono porte gloriose attraverso cui il mondo può trovare riparo e redenzione, e attraverso cui può entrare nella gloria di Dio.
Il “mistero nascosto dai secoli eterni” è dunque svelato in Cristo. Nella liturgia tutto questo è celebrato e vissuto nella fede in quella stupenda sequela di segni che riempie il Triduo Pasquale, segni tutti orientati alla rivelazione di un’unica realtà: l’amore di Dio per noi e la liberazione del mondo nell’amore di Dio.
La distruzione del peccato e della morte ad opera del gesto sublime dell’amore di Cristo fa rinascere l’intera creazione, che finalmente esulta perché ha ritrovato, dopo il suo smarrimento, il cammino verso Dio, verso quella gloria a cui era destinata e che sembrava così lontana e irraggiungibile.
Lasciamoci coinvolgere da questo Mysterium, lasciamo che la sua grazia ci inondi: entriamo nella luminosa liturgia del Triduo sapendo che nella Pasqua ritroviamo il significato profondo della nostra esistenza e la gioiosa rivelazione della nostra gloria.

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