Et incarnatus est
Musica Liturgica-Sacra

Et incarnatus est

2012

La Chiesa ha conservato numerosi testi poetici che insieme alla Sacra Scrittura formano quello splendido e ricchissimo repertorio di preghiere che tanto hanno arricchito e continuano a sostenere la fede dei credenti. In questa raccolta ho voluto sceglierne alcuni che ci parlano del mistero dell’Incarnazione: sono testi meravigliosi carichi di fede e di amore, pieni di quella forza contemplativa che ha animato la testimonianza di tanti santi e che credo possa ancora nutrire in modo efficace la nostra fede e la nostra preghiera. La lingua latina, che può a prima vista sembrare un ostacolo ad un ascoltatore di oggi, restituisce invece a questi testi tutta la forza originaria fatta di poesia e di teologia, fatta di stupore contemplativo e di preghiera vissuta.

Accanto al testo cantato ho voluto inserire una traduzione affinché ognuno possa godere appieno della ricchezza delle parole scelte dai poeti cristiani che hanno composto quegli inni e quelle preghiere. Nel musicare questi testi ho voluto esprimere le diverse anime del Natale. Innanzitutto l’aspetto gioioso e luminoso, come nel Puer natus est nobis e in Dies sanctificatus, così come in Verbum Caro factum est e in Viderunt omnes. In altri brani invece ho voluto evidenziare l’aspetto contemplativo, pieno di stupore e di interiorità adorante come in Et incarnatus est e in O magnum Mysterium. Questi ultimi possono essere utilizzati anche nell’adorazione eucaristica e nella preghiera di adorazione davanti al presepe, lasciando che la contemplazione dell’incarnazione tocchi il nostro cuore fino a divenire vera professione di fede, lasciando che la preghiera e il canto suscitino dentro di noi quell’amore e quella commozione che spingeva i santi, come S. Francesco e S. Alfonso de’ Liguori, a divenire a loro volta cantori e testimoni del Verbo incarnato.

Ho voluto inserire due melodie tradizionali: In cordis iubilo, che ci fa respirare a pieno l’atmosfera tenera e gioiosa del Natale e le strofe dell’Inno A solis ortus cardine, in quest’ultimo canto la melodia gregoriana si alterna ai brani polifonici, nella maniera classica. Di aspetto particolare è il canto Credimus. Il testo è tratto dal “Credo di Paolo VI” che il pontefice pronunciò proprio nell’Anno della Fede del 1968. Le parole sono un’intensa professione di fede che amplifica il Credo Niceno-Costantinopolitano conferendogli una forza nuova. Nell’Anno della Fede che ci apprestiamo a vivere è utile tornare a questo testo straordinario che il Magistero ci consegna e che ci invita a fare nostra la Fede della Chiesa e a viverla nelle difficoltà e dinanzi alle sfide culturali del nostro presente.

Cantiamo dunque il Mistero dell’Incarnazione, in esso troviamo la fonte della gioia e dello stupore, da esso traiamo i fondamenti della nostra fede perché riconosciamo in Gesù il Dio fatto uomo per noi, perché in Lui troviamo il senso della nostra esistenza e la certezza della nostra redenzione. Accostiamoci con gioia al presepe per attingere nel silenzio e nella pace di quella mangiatoia tutta la forza per testimoniare la nostra fede al mondo.

Mons. Marco Frisina

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